Category: Il sangue cordonale

In questo Blog, oltre che sul sito, abbiamo parlato spesso di medicina rigenerativa, di tessuto cordonale e della Gelatina di Wharton, ma il tempo passa e di colpo ci si rende conto che le sperimentazioni fanno progressi. Non si parla più solo di laboratori dove misteriose cellule vengono trasferite in provette e strani piattini chiamati Petri, ma si parla di creare innesti con le cellule staminali che da sole possono favorire la crescita ossea. Abbiamo pensato di tradurre per voi questo articolo col quale si apprende che un eminente professore di chirurgia pediatrica e la sua équipe di medicina cellulare rigenerativa sta mettendo a punto nuove tecniche per trattare in modo meno invasivo i bambini affetti da labiopalatoschisi.

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Smart Cells ha rilasciato alla fine del mese di maggio un campione di sangue cordonale alla Duke Univeresity del North Carolina, negli Stati Uniti. Si tratta questa volta di una bambina italiana i cui genitori hanno conservato alla nascita, nel 2014, il suo sangue cordonale. L’ufficio italiano di Smart Cells  ha collaborato intensamente con la sede londinese e il centro americano dal momento della richiesta da parte dei genitori fino al momento del trattamento negli Stati Uniti.

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Rilasci e trapianti Smart Cells –  Italia

Rilasciato sangue cordonale al Bambino Gesù di Roma

Come è già capitato altre volte, il nostro blog questa volta ha lo scopo di aggiornarvi sui rilasci di campioni Smart Cells. L’attività Smart Cells, infatti, non si limita alla crioconservazione e, in questi ultimi mesi, l’ufficio italiano si è occupato e si sta tuttora occupando di rilasci.

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Riassunto : un nuovo fattore isolato nel sangue cordonale potrebbe costituire la base per sviluppare nuovi farmaci atti a combattere infiammazioni pericolose.

Il nuovo fattore ha dimostrato di poter contrastare i segni di infiammazione e sepsi, come la febbre, variazioni nella frequenza respiratoria e la morte. Secondo questo studio (pubblicato on line il 6 settembre 2016 nel The Journal of Clinical Investigation), il fattore rimane in circolazione nel sangue dei neonati per circa due settimane dalla nascita e non oltre. Non è infatti possibile trovarlo in bambini più grandi o negli adulti.

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