Perchè conservare?

Perchè conservare? Conservarle per un futuro più sicuro per tutta la famiglia. 

La conservazione autologa delle cellule staminali rappresenta oggi il modo più sicuro per assicurare al bambino e alla sua famiglia la possibilità di poter guarire da malattie spesso incurabili.
Attualmente sono curabili, grazie alle cellule staminali da cordone ombelicale, più di 70 patologie.

 

La terapia con l’utilizzo delle cellule staminali è efficace?

I trapianti totalmente riusciti con cellule staminali emopoietiche (CSE) da cordone ombelicale rientrano ormai nell’ambito della terapia standard.

Nuovissima, ma altrettanto promettente, ma ancora in fase sperimentale, è invece la conservazione delle staminali mesenchimali (CSM) provenienti dal Tessuto cordonale per il loro potenziale terapeutico che potranno ricoprire in futuro nell’ambito della medicina rigenerativa e ricostruttiva.

Trapianto autologo di staminali ematopoietiche derivate da sangue cordonale: a che punto siamo con la sperimentazione clinica?

La sperimentazione clinica consiste nello studio di pazienti trattati con una nuova terapia, che non è ancora stata adottata come terapia “standard”. Gli studi possono essere suddivisi in quattro gruppi o fasi che si susseguono.

  1. La fase 1 riguarda principalmente la sicurezza del trattamento, si verifica che il farmaco o la procedura siano ben tollerate dal paziente.
  2. La fase 2 misura l’efficacia del nuovo trattamento rispetto a un gruppo controllo e vengono reclutati un numero più ampio di pazienti rispetto alla fase 1.
  3. La fase 3 è uno studio ancora più ampio in cui si analizzano aspetti quali la dose, la via di somministrazione del trattamento e il monitoraggio di eventuali effetti collaterali.
  4. La fase 4 consiste nel monitoraggio della terapia dopo che viene aperta al pubblico, per conoscere eventuali casi avversi o per migliorarne l’utilizzo.

Questa suddivisione è tipica del sistema americano, ma è indicativa per aiutare a capire la differenza tra i vari tipi di sperimentazione.

Ad oggi il trapianto di cellule staminali sono considerate un’opzione terapeutica per alcune patologie, ed al pari del farmaco classico, devono seguire lo stesso iter per poter essere riconosciute come terapia standard, e di conseguenza essere comunemente utilizzate nel trattamento di una patologia.

Sono aperti diversi studi clinici sull’utilizzo del trapianto autologo di cellule staminali derivate da sangue cordonale: la maggior parte sono in fase 1 di sperimentazione, mentre alcuni sono già in fase 2.

LE CELLULE STAMINALI SONO SEMPRE PIU’ OGGETTO DI STUDIO NELL’AMBITO DI SPERIMENTAZIONI CLINICHE

Per conoscere in dettaglio tutti i trapianti e trattamenti in terapia standard e sperimentale, sia in Europa (Italia inclusa) che altrove (Stati Uniti inclusi), due fonti importanti sono la EBMT (European Society of Blood and Marrow Transplantation)https://www.ebmt.org/Contents/Research/TransplantActivitySurvey/Publications/Pages/Publications.aspxe la Parent’s Guide to Cord Bloodhttps://parentsguidecordblood.org/en/diseases

Per quanto riguarda la sperimentazione clinica con sangue cordonale autologo, riportiamo i seguenti studi attualmente in corso. Per tutti i dettagli e gli approfondimenti delle singole sperimentazioni indicate e altre consultare https://clinicaltrials.gov/

 

PATOLOGIA FASE SPERIMENTAZIONE OSPEDALE O ENTE DI RICERCA
Paralisi cerebrale Fase 1 NCT01506258
(Hospital Universitario Dr. Jose E. Gonzalez, Monterey, Mexico)
Fase 2 NCT01147653
(Duke University Medical Center, Durham, USA)
Fase 2 NCT01072370
(Georgia Regents University, Augusta, USA)
Fase 2 NCT01988584
(The University of Texas Health Science Center, Houston, USA)
Encefalopatia ipossico ischemica Fase 1 NCT00593242
(Duke University Medical Center, Durham, USA)
Fase 1 NCT01649648
(National
University Hospital, Singapore)
Lesioni traumatiche cerebrali Fase 1 NCT01251003
(The University of Texas Health Science Center, Houston, USA)
Autismo Fase 2 NCT01638819 
(SutterPediatricNeurology, Sacramento, USA)
Fase 1 NCT02176317 
(Duke University Medical Center, Durham, USA)
Fase 2 NCT01769716
(CHA Bundang Medical Center, Corea)
Sindrome del cuore sinistro ipoplastico Fase 1 NCT01445041
(Duke University Medical Center, Durham, USA)
Fase 1 NCT01883076
(Mayo Clinic, Rochester, USA)
Fase 1 NCT01856049
(Mayo Clinic, Rochester, USA)
Encefalopatia neonatale Fase 1 NCT02256618
(Consorzio per le encefalopatie neonatali, Giappone)
Perdita dell’udito acquisita Fase 2 NCT02038972
(Florida Hospital, Orlando, USA)

 

CD-34

 

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Che cos’è una CD34?

CD34 è il nome di una proteina che si trova sulla superficie della maggior parte delle cellule staminali. Smart Cells misura le CD34 e ne verifica la vitalità in laboratorio per stabilire il numero esatto di cellule vitali di un campione di sangue cordonale.

Perché questo dato è così importante ?

Il numero di cellule CD34 vitali in un campione di sangue cordonale è fondamentale nel determinare se un campione è idoneo a essere utilizzato per un certo tipo di trattamento. Smart Cells utilizza dei parametri molto severi per le conte cellulari in modo che informazioni e risultati corretti possano essere messi a disposizione delle équipe mediche in caso di necessità.

La posizione di Smart Cells nei confronti delle conte cellulari

Smart Cells ritiene che sia corretto informare i propri clienti circa il numero esatto di cellule vitali CD34 contenute nel vostro campione di sangue cordonale e se la conta dovesse risultare inferiore a un certo livello, ne sarete informati anche se la decisione finale spetta sempre al cliente.

Ecco come le CD34+ possono generare diversi tipi di cellule ematopoietiche

 

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I campioni di sangue cordonale sono potenzialmente utili in diversi modi :

Trapianti di tipo tradizionale o in terapia standard

. E’ difficile stabilire con esattezza il numero di cellule necessarie per trapianti di tipo onco ematologico o per altre patologie come la talassemia o l’anemia falciforme in quanto incidono altri fattori del paziente, quali ad esempio : peso, età, tipo di patologia, problemi di salute diversi e il tipo di trattamento già ricevuto.

. E’ risaputo che nei trapianti dove i pazienti vengono normalmente sottoposti a chemioterapia in associazione con l’utilizzo di cellule staminali è normalmente richiesto un numero più alto di cellule CD34+.

. Tuttavia, livelli più bassi di cellule staminali potrebbero essere sufficienti per trattare un paziente in età pediatrica, per un trapianto autologo (per sé stesso), o potrebbero essere utili per aumentare il numero di staminali quando vengono utilizzate cellule provenienti da altre fonti.

Medicina rigenerativa ed espansione ex vivo delle cellule

. Non è possibile ad oggi indicare in maniera precisa il numero di cellule necessarie per la medicina rigenerativa in quanto si tratta di un settore in piena evoluzione. Siamo prossimi a una svolta entusiasmante per quanto riguarda le terapie cellulari e numerosi sono i trial clinici attualmente in corso, ma è ancora prematuro fornire indicazioni precise circa le dosi cellulari anche se, verosimilmente, il numero di cellule richieste sarà inferiore a quello previsto per i trapianti di tipo tradizionale.

. Esiste un interesse notevole nell’espansione ex-vivo delle cellule staminali da cordone ombelicale. Grazie alla ricerca, è stato possibile elaborare in laboratorio dei protocolli di espansione molto efficienti che hanno dato luogo ad aumenti cellulari da 70 a 200 volte, in base a quanto riportato dalle pubblicazioni scientifiche. Si stanno attualmente svolgendo ulteriori approfondimenti e ricerche per mettere a punto le metodologie, ma è ragionevole pensare che l’espansione cellulare diventi un’opzione reale e, quindi, una conta cellulare più bassa non ne impedirà l’utilizzo a fine terapeutico.

Livelli bassi di CD34 

Sulle basi delle attuali conoscenze scientifiche, Smart Cells informa che campioni di sangue cordonale dove siano presenti conte cellulari totali inferiori a 100.000 CD34+ non saranno probabilmente sufficienti per essere utilizzati a fini terapeutici e ne sarete debitamente informati.